Il Germoglio e la talpa GnòGnò

Un giorno, in un grande bosco, una talpa incontrò, anzi andò a sbattere contro un piccolo germoglio di una strana pianta che non aveva mai visto e di cui non conosceva il nome. Rimase un po' stupita dalla consistenza di un così esile ramoscello e dopo essersi a lungo scusata per la sua sbadataggine si presentò come la talpa Gnò Gnò e gli domandò come si chiamasse e da quanto tempo fosse lì. Il germoglio un po' impaurito e timidamente le disse che non conosceva il suo nome e che era ormai un po' che era spuntato. Gnò Gnò allora gli disse: "Come mai gli altri germogli che ho visto nel bosco crescono così in fretta e diventano ben presto piante che io stessa vedo da lontano?".

Il piccolo germoglio non sapeva rispondere a questa difficile domanda ma si ricordò di un suo compagno germoglio che era nato proprio vicino a lui e che, come aveva detto la talpa, era spuntato di colpo e subito era diventato grande e molto bello. Un giorno pero', una signora che passava alla ricerca di funghi lo vide e se lo portò via dicendo che nel suo soggiorno avrebbe fatto un figurone. Il piccolo germoglio si ricordò anche di un altro suo amico, anche lui cresciuto in fretta, esile e bello, ma appena venne il primo temporale con la bufera fu sradicato e si seccò pian piano a terra.

La talpa ascoltava in silenzio i racconti di questa piccola pianta, finchè non gli chiese: "Ma scusa, come mai queste disgrazie sono capitate agli altri e a te no?". Il germoglio si fece pensieroso e disse: "La signora che ha strappato il mio amico era venuta anche da me, la bufera ha tentato di sradicare anche me; il sole tutti i giorni mi scotta e prova a seccarmi ed il vento quando è freddo mi fa molto male". "E allora?" chiese la talpa impaziente. "Allora l'unica cosa che mi salva sono le mie radici, è per questo che non sono tanto grande, ho dato tutte le mie energie a ciò che non si vede, piuttosto che diventare alto e bello. Quando nelle giornate secche arrivavo a sera con una gran sete e il refrigerio notturno era per me l'unica salvezza, di quelle goccioline di rugiada tenevo per me ben poco, il resto lo facevo cadere per le mie radici. Anche quando il sole batteva forte facevo tutto per proteggerle. Ora le mie radici sono forti e sono loro che adesso mi spingono a diventare grande, così ho anche meno paura".

La talpa era contenta di aver incontrato un così buffo figuro e salutando il suo nuovo amico gli disse: "Mi ha fatto piacere incontrarti, mi spiace solo che tu non abbia un nome, ma io ti chiamerò Germoglio, così mi ricorderò di te quando nei miei viaggi sotterranei vedrò un gruppo di radici molto folte e robuste, saprò che sopra ci sei tu e ti verrò a salutare".